Non c’è nessuno sport in cui le prestazioni dipendano così tanto dall’interazione dell’atleta con il mezzo circostante come nel nuoto. Questo spiega perché lo studio della dinamica di questo gesto sportivo sia così importante.
Articoli scientifici a riguardo spaziano dalle simulazioni numeriche della forza propellente della bracciata, all’analisi del materiale migliore per la realizzazione di costumi che minimizzino l’attrito con l’acqua, alla valutazione sperimentale della resistenza idrodinamica. Ma non basta.
Ogni singolo dettaglio può essere fondamentale per la propulsione in acqua: anche l’angolo che la mano forma con il braccio e la posizione delle dita possono essere importanti. Ve lo siete di certo già chiesti: meglio nuotare con le dita della mano serrate o aperte?
Negli ultimi anni molti gruppi di ricerca hanno studiato con approcci diversi la relazione tra efficienza del movimento e grado di rilassamento della mano arrivando quasi sempre a sostenere che sia più efficiente nuotare se c’è uno spazio fra le dita. Minetti in un suo studio del 2009 osserva il coefficiente di resistenza massimo per una distanza tra le dita di circa 8 mm.
In realtà la definizione della più efficace spaziatura tra le dita rimane ancora oggetto di discussione tra gli scienziati e, a rimescolare le carte in tavola, più recentemente, due ricercatori dell’università di Budapest hanno condotto uno studio giungendo a una conclusione opposta rispetto a quella più sostenuta dalla comunità scientifica e cioè che sarebbe in realtà meglio nuotare con la mano chiusa.
Rimaniamo in attesa di aggiornamenti o di poter valutare nuovi vedere altri risultati di simulazioni o studi che speriamo chiariranno il dilemma…. Intanto tuffiamoci in acqua per provare con mano (è proprio il caso di dirlo!) quale tecnica per noi sia la migliore e facciamolo con le palette SXW! Scegli quella più adatta alle tue esigenze e sperimenta in prima persona come cambia l’idrodinamicità della bracciata con questo semplice strumento.


