Parliamo con Walter Bolognani, che ha legato il suo nome alla nazionale Giovanile di Nuoto della quale è stato commissario tecnico dal 2008 fino al trasferimento, l’anno scorso, a Bucarest quale Direttore Tecnico presso la Dinamo Bucarest, il club per il quale nuota il fenomeno David Popovici allenato da coach Adrian Radulescu. Persona curiosa, appassionata ed eclettica i cui interessi non si limitano al mondo del nuoto, di quelle che sembrano avere una propensione costante al movimento, alla crescita, al cambiamento. Un uomo che ama le sfide e che non ha paura di (ri)cominciare.
Non c’è nulla di immutabile, tranne l’esigenza di cambiare.
(Eraclito)
1. Quanto la presenza di un giovane talento di livello mondiale ha influito nella tua scelta di spostarti alla Dinamo Bucarest?.
Il fatto che David sia un atleta Dinamo non è stato discriminante nella scelta. Ho avuto Il primo contatto con il Presidente Ionut Popa a fine settembre con la richiesta di dar vita ad una accademia che potesse garantire un nuoto di qualità in una struttura per altro eccezionale.
Popovici lavora con coach Adrian Radulescu ed il suo staff. Vive la dimensione propria dei veri campioni.
Il mio compito è quello di avviare, organizzare e promuovere le attività didattiche oltre ad allenare un gruppo di agonisti assieme ad altri colleghi. Una sorta di punto zero, di “ricomincio da dove ero partito all’inizio della mia carriera”.
2. Lasci una nazionale sul tetto del mondo, competitiva e vincente , che bagaglio porti con te e quali nuovi stimoli conti di trovare ?
Fa parte di me un percorso di vita e di continua crescita professionale che mi ha consentito di conoscere e imparare molto viaggiando, studiando ed entrando in contatto con tecnici e realtà di tutto il mondo. Lasciare l’Italia ai vertici, e lo sarà ancora a lungo, mi gratifica. Stiamo parlando del mio Paese e non può che essere cosi.
Credo che un uomo debba capire quando è il momento di cambiare e di trovare motivazioni nuove e anche situazioni non proprio facili. A me è capitato dopo 18 anni in FIN. Gli stimoli, come dicevo prima, stanno nel resettare tutto, anche me stesso, con una ripartenza dove la cultura sportiva, le abitudini e la quotidianità sono molto diverse, anche se sei a un’ora e mezza di volo. Credo di avere l’età giusta per cominciare a restituire quello che di bello ho ricevuto. Vedrò se ne sarò capace.
3. Le caratteristiche di un giovane campione
Per una volta lascerei da parte le consuete definizioni di “talento” e mi soffermerei sulla capacità di soffrire o meglio quella di cercare e poi superare i propri limiti, la consapevolezza di un percorso lungo, la voglia di sperimentare, la curiosità. Sostanzialmente noi alleniamo tutto questo. Certo, quasi sempre un giovane promettente acquisisce più rapidamente nuove abilità a cui conseguono migliori riscontri in termini generali di prestazione.
4. Sogno nel cassetto
Nella mia vita ho aperto tanti cassetti e la maggior parte di loro ha concretizzato le mie aspirazioni ed i miei desideri, sono stato fortunato. Questa volta nel cassetto c’è la strutturazione (dal nulla) di un grande club dalla scuola nuoto all’alta prestazione. Il tutto in termini logistici, organizzativi e tecnici che generino appeal per chi intenda entrare a far parte di una dimensione solida e del tutto nuova in Romania. Mi sono dato due anni di tempo e poi, insieme a Dinamo, stabiliremo se io potrò essere ancora utile o se ci saluteremo con reciproca soddisfazione.
5. ….e poi rientro in Italia ?
L’unico rientro in Italia a cui penso adesso è quello che una volta al mese mi porta a casa mia, dalla mia famiglia


